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Utili da record anche nel 2009
"Un'azienda forte e in crescita", ha spiegato l'AD Fulvio Conti presentando alla comunità finanziaria londinese i risultati dello scorso anno e il Piano strategico 2010-2014. Nel futuro, l'ulteriore integrazione con Endesa, la cessione di una quota di minoranza di Enel Green Power e gli investimenti sul nucleare in Italia, oltre al consolidamento all'estero e sul Mediterraneo
Questo è il miglior bilancio della nostra storia. Nel 2009 Enel, tra le società quotate, è quella che ha avuto in termini assoluti l'utile netto più alto. Abbiamo sfiorato i 5,4 miliardi di euro". Così il presidente di Enel, Piero Gnudi, ha sintetizzato in una intervista a Il Giornale i risultati del 2009 presentati giovedì alla comunità finanziaria londinese.
"Un'azienda forte e in crescita", ha affermato l'Amministratore Delegato, Fulvio Conti, che mostra "dati robusti e solidi malgrado un contesto economico difficile. Abbiamo conseguito margini crescenti, rafforzato la solidità patrimoniale e garantito un elevato rendimento ai nostri azionisti nonostante - ha aggiunto Conti - un 2009 difficile per l'economia mondiale".
Il 2009 si è chiuso infatti con un risultato netto pari a 5.395 milioni di euro (+1,9%). I ricavi hanno raggiunto quota 64.035 milioni di euro (+4,7%), il margine operativo lordo 16.044 milioni (+12,1%) e il risultato operativo 10.755 milioni (+12,7%). Il dividendo proposto agli azionisti è di 0,25 euro per azione, di cui 0,10 già corrisposti a novembre.
Enel all'estero
Per quanto riguarda le strategie future, dopo l'acquisizione di Endesa in Spagna, l'obiettivo è quello di "consolidare la nostra posizione sia in Italia sia nei 22 paesi esteri in cui operiamo. In alcuni di questi paesi la crisi, soprattutto in America latina, è stata superata in modo migliore che in Europa. Ritengo che nel medio termine - ha spiegato ancora Gnudi - sarà proprio l'America latina uno dei mercati sul quale focalizzare i nostri investimenti".
Il che non esclude la "vocazione" mediterranea dell'azienda. "Il Mediterraneo è la nostra casa - ha detto il presidente di Enel - D'altronde l'Unione europea ha stabilito che per raggiungere gli obiettivi del 'pacchetto clima' si possa far ricorso anche a energia generata da fonti rinnovabili installate nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo, dunque al di fuori della comunità.
Endesa e Enel Green Power
Riguardo a Endesa - spiega la nota di Enel sui conti 2009 - i consigli di amministrazione di Endesa e di Enel hanno approvato un'operazione che prevede l'integrazione delle attività di Endesa e di Enel Green Power nel settore delle energie rinnovabili in Spagna e Portogallo. Entro il 31 marzo 2010, Enel Green Power acquisirà il 30% di Endesa Cogeneración y Renovables (Ecyr). La società risultante disporrà a regime di una capacità operativa di circa 1,4 Gw con un portafoglio diversificato tra varie tecnologie di energie rinnovabili: 88% eolico, 4% mini-idro, 1% fotovoltaico e 7% di impianti di cogenerazione e alimentati a biomasse. Per Endesa è previsto il mantenimento del ruolo chiave nella gestione operativa degli impianti, dell'energia prodotta e delle relazioni con le autorità centrali e locali.
Nell'ambito delle attività di riduzione del debito, poi, Enel procederà alla cessione di una quota minoritaria di Enel Green Power, mediante vendita diretta a investitori industriali, ma anche attraverso la quotazione in Borsa delle azioni della società: è l'opzione migliore per massimizzare il valore per i nostri azionisti", ha evidenziato Conti.
Enel e il nucleare
Nel piano industriale 2010-2014 di Enel gli investimenti per il nucleare saranno "marginali", perché, ha spiegato Conti, "sappiamo che i tempi di realizzazione sono lunghi e vanno al di là della finestra al 2014''.
Tornando sulla decisione del governo, l'AD ha detto: "Per l'Italia si tratta di una grande occasione perché potrà riprendere una serie di attività industriali che potranno portare notevoli benefici agli operatori e ai consumatori".
Tornando sulla scelta del nucleare, il presidente Gnudi ha spiegato che negli anni precedenti nessun Paese ha deciso di investire "per un motivo prettamente economico: il costo del petrolio era talmente basso da scoraggiare investimenti in forma alternative di generazione". Dal momento che non è previsto un ritorno al costo del barile di fine anni '90, "l'energia nucleare è diventata doppiamente conveniente: al vantaggio economico si è aggiunto il costo ambientale associato alle emissioni di CO2 e alle emissioni inquinanti. Tutti i Paesi seriamente impegnati nella lotta al cambiamento climatico - ha aggiunto Gnudi - devono considerare l'opzione nucleare".
Nella produzione di energia dall'atomo in Italia, "vogliamo essere i primi e saremo i primi, ha affermato Fulvio Conti.
