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News

La fotovoltaica, imparable en las principales economías del mundo

 La energía fotovoltaica está creciendo en el mundo a un ritmo medio del 40% desde 1990, que se incrementará hasta el 66% en 2020. A medida que la demanda y el mercado fotovoltaico mundial se estabilizan, en las principales economías del mundo la fotovoltaica constituye uno de los rasgos que identifica a los sistemas productivos más innovadores y competitivos.

Fundación Renovables reclama una verdadera política energética común


La Fundación Renovables ha preparado un documento coincidiendo con la campaña de las elecciones al Parlamento Europeo 2014, en el que afirma que el cambio climático “nos ha cargado de razón para hacer lo que en cualquier caso había que hacer: optar por un escenario económico bajo en carbono, en energía y en recursos naturales con un sistema energético sostenible enmarcado en una Política Energética Común (PEC) para la UE”. En el documento, FR defiende que para conseguir dicho objetivo, son imprescindibles mayores competencias de la UE en el sector energético.

Anpier promoverá una iniciativa popular para favorecer la implantación de un modelo energético seguro, sostenible y transparente

 ANPIER, Asociación Nacional de Productores e Inversores de Energías Renovables, promoverá una iniciativa popular -al amparo de Ley Orgánica 3/1984, de 26 de marzo, Reguladora de la Iniciativa Legislativa- para favorecer la implantación en España de un modelo energético seguro, sostenible y transparente que esté en armonía con las líneas marcadas por la Unión Europea (Estrategia 2020) y que contemple los modelos implantados más avanzados del mundo, como el desarrollado por Alemania, cuyas planta nucleares cesarán su actividad dentro de 9 años.

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Utili da record anche nel 2009

 "Un'azienda forte e in crescita", ha spiegato l'AD Fulvio Conti presentando alla comunità finanziaria londinese i risultati dello scorso anno e il Piano strategico 2010-2014. Nel futuro, l'ulteriore integrazione con Endesa, la cessione di una quota di minoranza di Enel Green Power e gli investimenti sul nucleare in Italia, oltre al consolidamento all'estero e sul Mediterraneo

Questo è il miglior bilancio della nostra storia. Nel 2009 Enel, tra le società quotate, è quella che ha avuto in termini assoluti l'utile netto più alto. Abbiamo sfiorato i 5,4 miliardi di euro". Così il presidente di Enel, Piero Gnudi, ha sintetizzato in una intervista a Il Giornale i risultati del 2009 presentati giovedì alla comunità finanziaria londinese.

"Un'azienda forte e in crescita", ha affermato l'Amministratore Delegato, Fulvio Conti, che mostra "dati robusti e solidi malgrado un contesto economico difficile. Abbiamo conseguito margini crescenti, rafforzato la solidità patrimoniale e garantito un elevato rendimento ai nostri azionisti nonostante - ha aggiunto Conti - un 2009 difficile per l'economia mondiale".

Il 2009 si è chiuso infatti con un risultato netto pari a 5.395 milioni di euro (+1,9%). I ricavi hanno raggiunto quota 64.035 milioni di euro (+4,7%), il margine operativo lordo 16.044 milioni (+12,1%) e il risultato operativo 10.755 milioni (+12,7%). Il dividendo proposto agli azionisti è di 0,25 euro per azione, di cui 0,10 già corrisposti a novembre.

Enel all'estero
Per quanto riguarda le strategie future, dopo l'acquisizione di Endesa in Spagna, l'obiettivo è quello di "consolidare la nostra posizione sia in Italia sia nei 22 paesi esteri in cui operiamo. In alcuni di questi paesi la crisi, soprattutto in America latina, è stata superata in modo migliore che in Europa. Ritengo che nel medio termine - ha spiegato ancora Gnudi - sarà proprio l'America latina uno dei mercati sul quale focalizzare i nostri investimenti".

Il che non esclude la "vocazione" mediterranea dell'azienda. "Il Mediterraneo è la nostra casa - ha detto il presidente di Enel - D'altronde l'Unione europea ha stabilito che per raggiungere gli obiettivi del 'pacchetto clima' si possa far ricorso anche a energia generata da fonti rinnovabili installate nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo, dunque al di fuori della comunità.

Endesa e Enel Green Power
Riguardo a Endesa - spiega la nota di Enel sui conti 2009 - i consigli di amministrazione di Endesa e di Enel hanno approvato un'operazione che prevede l'integrazione delle attività di Endesa e di Enel Green Power nel settore delle energie rinnovabili in Spagna e Portogallo. Entro il 31 marzo 2010, Enel Green Power acquisirà il 30% di Endesa Cogeneración y Renovables (Ecyr). La società risultante disporrà a regime di una capacità operativa di circa 1,4 Gw con un portafoglio diversificato tra varie tecnologie di energie rinnovabili: 88% eolico, 4% mini-idro, 1% fotovoltaico e 7% di impianti di cogenerazione e alimentati a biomasse. Per Endesa è previsto il mantenimento del ruolo chiave nella gestione operativa degli impianti, dell'energia prodotta e delle relazioni con le autorità centrali e locali.

Nell'ambito delle attività di riduzione del debito, poi, Enel procederà alla cessione di una quota minoritaria di Enel Green Power, mediante vendita diretta a investitori industriali, ma anche attraverso la quotazione in Borsa delle azioni della società: è l'opzione migliore per massimizzare il valore per i nostri azionisti", ha evidenziato Conti.

Enel e il nucleare
Nel piano industriale 2010-2014 di Enel gli investimenti per il nucleare saranno "marginali", perché, ha spiegato Conti, "sappiamo che i tempi di realizzazione sono lunghi e vanno al di là della finestra al 2014''.
Tornando sulla decisione del governo, l'AD ha detto: "Per l'Italia si tratta di una grande occasione perché potrà riprendere una serie di attività industriali che potranno portare notevoli benefici agli operatori e ai consumatori".

Tornando sulla scelta del nucleare, il presidente Gnudi ha spiegato che negli anni precedenti nessun Paese ha deciso di investire "per un motivo prettamente economico: il costo del petrolio era talmente basso da scoraggiare investimenti in forma alternative di generazione". Dal momento che non è previsto un ritorno al costo del barile di fine anni '90, "l'energia nucleare è diventata doppiamente conveniente: al vantaggio economico si è aggiunto il costo ambientale associato alle emissioni di CO2 e alle emissioni inquinanti. Tutti i Paesi seriamente impegnati nella lotta al cambiamento climatico - ha aggiunto Gnudi - devono considerare l'opzione nucleare".

Nella produzione di energia dall'atomo in Italia, "vogliamo essere i primi e saremo i primi, ha affermato Fulvio Conti.